Data dell’evento: 24 Maggio 2025
La musica che incontra la pittura con l’introduzione artistica della prof.ssa Chiara Troccoli.
E le percussioni di Eric Forsmark e la tromba di Giuliano Di Cesare creeranno quella magia che trasporterà tutti in una PURE IMAGINATION.
Coordinamento organizzativo
Filippo D’Attolico 3401062022
Coordinamento scientifico
Tiziana Anna Piscitelli
Ticket € 10,00
Auditorium ODEION, via delle Filatrici 32 – Giovinazzo (BA)
Incontro alle ore 20.00
Galleria dell'Evento
Buongiorno.
Ieri abbiamo vissuto insieme l’ultimo appuntamento del Convivio Culturale ” ESSERE UN UMANO “.
Vi riportiamo gli scatti di Nicola Ditillo ricchi di tutta l’emozione che l’ evento PURE IMAGINATION ha suscitato in ciascuno.
La narrazione tecnica ed artistica della prof. Chiara Troccoli ci ha concesso di calarci con facilità nella straordinaria messa in scena musicale e pittorica di Giuliano Di Cesare ed Eric Forsmark , apprezzandone fascino e mistero.
“C’è ancora spazio per un processo di evoluzione?” l’esecuzione di Eric e Giuliano ci testimoniano la capacità dell’artista di proiettarsi sempre lontano, in uno sconfinato orizzonte, infinito quanto l’universo che ci circonda.
La Fondazione ringrazia la prof. Tiziana Anna Piscitelli responsabile del comitato scientifico del Convivio Culturale.
Goditi lo spettacolo!
CHI SEI TU, UOMO?
C’è ancora spazio per un processo di evoluzione e creatività finché l’uomo si dimostra presente a se stesso con la sua volontà, sensibilità e intelligenza.
Anche nel mondo in cui la scienza e la tecnica sono sovrani l’uomo deve sempre ‘dissotterrare’ se stesso. E l’arte è il rimedio necessario alla salvezza dell’umano. Azzerare l’arte è de-umanizzare.
L’ ultimo evento del Convivio culturale ‘Essere un umano’ della Fondazione De Feo Trapani di Giovinazzo ha testimoniato tutta la vitalità della creatività artistica grazie alla raffinata performance ‘Pure imagination’ di e con Giuliano Di Cesare e Eric Forsmark. Si trattava di una performance sinestetica complessa che risvegliava uno ad uno i nostri sensi.
L’ascolto di musica e parole, il tatto dei musicista su strumenti e tele, lo sguardo sui plurimi interventi in cui era divisa la performance, il profumo sprigionato dai colori, il gusto, in senso metaforico, di aver vissuto una esperienza di creatività più unica che rara.
La delicata ma complessa performance, iniziata con interventi musicali sommessi, era strutturata in momenti diversi preannunciati ognuno da una voce registrata che ripeteva frasi essenziali, quasi un flusso di coscienza, con l’accavallarsi della voce, come scorrere d’acqua di un ruscello, che creava un senso di attesa, quasi profezia.
Seguiva un intervento coi pennelli intinti nei colori primari, di ciascun artista sulla propria tela, una quadrata, una rettangolare, forme geometriche fondanti, non certo casuali; poi la musica prendeva il sopravvento: Eric produceva suoni squillanti come alti zampillìi con gli strumenti più disparati, arrivando con le bacchette anche a percuotere il legno della tela e qui il suono prodotto scendeva di tono;
Giuliano faceva trillare il clarinetto prima, poi la tromba fra gallerie di suoni scintillanti come bagliori improvvisi seguiti da tocchi color di nube.
Ancora tornava quella voce con i suoi versi lenti e cadenzati ad annunciarci un cambiamento. Nel successivo avvicinarsi a toccare la tela, ancora coi pennelli e colori, abbiamo assistito a un affondo nell’ oltre perché prima di tornare a suonare la tromba Giuliano ha fatto roteare la sua tela rettangolare in tanti giri creando un effetto spiazzante di dialogo tra i colori in movimento e le note che s’innalzavano. Si percepiva un sottile ma costante crescendo, studiato, che è culminato nel terzo tempo.
Mentre Eric continuava a dipingere la sua tela con pennellate lineari e sosteneva il ritmo crescente coi suoni quasi danzanti che avanzavano e retrocedevano alternatamente, Giuliano ha abbandonato il pennello e ha dipinto direttamente con le mani; carezzava quasi la tela, con un empasse che ha mantenuto intatta per tutto il tempo.
Un tempo che pareva dilatarsi e ampliare lo spazio via via che l’esibizione avanzava. La scelta del colore rosso, questa volta, ci preparava all’acme espressivo del finale. Perché anche i colori parlano. Come la musica, come tutta l’arte.
E allora, lasciando la tela rettangolare girare ancora un poco, Giuliano si è avvicinato alla sua creazione originale: una tromba mascherata alla fine, dove è svasata, da un grande disco bianco. La forma circolare chiudeva il tris di forme scelte con la figura geometrica considerata perfetta, simbolo dell’infinito.
Un suono deciso e avvolgente ha oscurato tutto il resto grazie alla maestria professionale del nostro musicista. Ma, come felicità imminente, il grande disco ha cominciato a roteare e quasi per magia un filo di colore rosso scendeva lento e inesorabile a formare una trama di strisce sottili che hanno reso tridimensionale la superficie del disco. Uno spettacolo in ascesi da concludere a palpebre chiuse per conservarne dentro il suo ondeggiare nella bellezza.
CHIARA TROCCOLI
